
Vivere un matchday alla New Balance Arena Siamo stati allo stadio di Bergamo per Atalanta-Venezia
Ieri siamo stati ospiti alla New Balance Arena di Bergamo, dove Atalanta-Venezia è stata l’occasione per conoscere da vicino la casa nerazzurra. Un pomeriggio e una serata tra campo e spalti, passando dagli ambienti solitamente riservati agli addetti ai lavori alla sesta giornata di Serie A, avvolti dal calore del pubblico di casa.
L’esperienza è cominciata un paio d’ore prima del fischio d’inizio. Avvicinandoci all’impianto, passiamo davanti al monumento in marmo dedicato all’indimenticabile vittoria di Dublino, cioè dell’Europa League 2023/24, e “a chi l’ha sempre sognata e non ha potuto viverla”. Poi ci troviamo davanti, sul muro di fronte all’ingresso dei pullman, la scritta “La maglia sudata sempre”: un mantra dei tifosi che è diventato parte integrante dell’identità del club. Da qualche anno compare anche all’interno del colletto delle divise e nella comunicazione ufficiale dell’Atalanta, e durante la visita l’abbiamo ritrovata sulle pareti e in alcuni ambienti interni della New Balance Arena, a ricordare a chiunque passi di lì cosa si aspetta Bergamo da chi la rappresenta.
Scoprendo la New Balance Arena
Una volta entrati, il prepartita era già in pieno movimento. Lo staff dell’Atalanta ci ha raccontato che normalmente in un giorno di gara lavorano allo stadio tra le 250 e le 300 persone, e per alcuni appuntamenti anche di più. Abbiamo visitato gli spogliatoi, dove era tutto pronto per l’arrivo delle due squadre; attraversato la mixed zone e la sala stampa, in pieni preparativi per gli impegni della sera; e poi raggiunto l’area tecnica, le panchine e la postazione del monitor VAR a bordocampo: un ottimo punto per goderci l’impianto e alcuni suoi dettagli, prima che venisse riempito e colorato dai tifosi.
Lo sguardo, da lì, corre subito verso gli spalti: le curve ripide e vicine alle porte, le nuove strutture, e poi la copertura della Tribuna Centrale che risale al 1928, con gli affreschi che richiamano le discipline ospitate un tempo in questo complesso. Ed è proprio il dialogo tra vecchio e nuovo - che si nota già dall’esterno, nell’integrazione delle facciate storiche con l’architettura contemporanea - uno degli elementi più originali e riusciti dell’estetica di questo impianto.
Il prato è in erba naturale rinforzata da una cucitura di fibre sintetiche, che stabilizza le zolle e rende il manto più resistente. Sotto la superficie, invece, corre una rete di tubazioni in cui circola acqua calda per riscaldare il terreno. A fine partita, lasciando lo stadio, vedremo entrare sul campo anche le strutture mobili con le lampade e gli addetti ai lavori per la manutenzione del prato.
Dopo il passaggio a bordocampo è arrivato il momento di aspettare le squadre, in arrivo a bordo dei rispettivi pullman. L’ingresso dell’Atalanta ha i suoi piccoli rituali, e tra gli ultimi preparativi sentiamo un addetto raccomandare: “Quello mettetelo così, se no poi lo sentite voi Sarri…”. Anche la disposizione delle transenne, prima dell’arrivo della squadra, sembra dover rispettare alcune scaramanzie.
Atalanta-Venezia
Dopo aver seguito da vicino una parte del riscaldamento, quindi, abbiamo raggiunto lo skybox dell’area Rinascimento Sud. Ad aspettarci - insieme ai casoncelli, alle polpette e al resto del catering - c’era un box con la nostra fanzine realizzata per questa partita. Sfogliarla lì, con il campo davanti e le squadre pronte alla sfida, è stato un bel modo per vedere il nostro lavoro prendere posto nel matchday.
Alle 18.30, quindi, ecco i ventidue giocatori entrare in campo, circondati dal tifo bergamasco e dal suo solito modo di partecipare alle partite della Dea. Ma anche da un settore ospiti gremito di veneziani che hanno continuato a cantare per tutti i novanta minuti. L’Atalanta, in ogni caso, è partita fortissimo e ha orientato immediatamente la serata: due gol nei primi dieci minuti, 3-0 alla mezz’ora. Il Venezia ha reagito, accorciando le distanze e costruendo nella ripresa occasioni che il risultato finale racconta solo in parte, ma non è stato abbastanza per evitare la sconfitta e l’esonero di mister Giovanni Stroppa nelle ore successive.
Esauriti i 90 minuti (e il tempo di recupero), con il 3-1 definitivo ormai sul tabellone e i tifosi sulla strada verso casa, abbiamo ritrovato la nostra fanzine fuori dallo stadio, dove veniva distribuita dopo la partita. Dallo skybox agli spalti, e poi oltre i cancelli: anche le sue pagine hanno fatto parte di questa serata a Bergamo, accompagnando chi la New Balance Arena la vive ogni settimana.