Le migliori coreografie della Champions League 2025/26 Quando il tifo diventa arte

La League Phase di UEFA Champions League 2025/26 è giunta al termine e ha decretato i suoi verdetti. Otto giornate in cui si è potuto assistere allo spettacolo offerto in campo dai giocatori ma anche a quello creato dai tifosi sugli spalti. A tal proposito, l’estetica massima è espressa dalle coreografie che prendono vita nei vari settori dello stadio. Autentiche opere d’arte che richiedono settimane di studio e di lavoro, con il tutto orchestrato in maniera capillare per una buona riuscita. Il prodotto finale è spesso mozzafiato, esprimendo la passione e la creatività dei tifosi con varie tecniche di composizione, proprio come gli artisti con i quadri. Il tutto è cristallizzato in quei pochi minuti in cui le coreografie vengono mostrate sulle gradinate, catturando la scena.

Marsiglia e la magia del Vélodrome

In cima alla lista ci sono le coreografie organizzate dal Virage Sud e Nord dello Stade Vélodrome di Marsiglia. Quattro gare casalinghe, quattro diversi show che si superano per bellezza. In occasione del debutto contro l'Ajax, la prima partita a porte aperte nella fase a gironi di Champions dal 2013, la curva sud ha incantato tutti con uno sfondo di cartoncini a comporre un antico stemma del club, utilizzato dal 1935 al 1972, e la bandiera cittadina. Issata in primo piano una gigantografia dove un giocatore dell’OM entra in tackle su un calciatore dell’Ajax: quel difensore in maglia bianca è Jules Zvunka, ex capitano marsigliese, che ferma la leggenda Johan Cruijff, azione realmente avvenuta in occasione di un quarto di finale del 1972 ed immortalata in una foto. A completare il tutto, un eloquente striscione didascalico che recita FCK AJAX. Dall’altro lato la curva nord compone un OM a caratteri cubitali.

Per la sfida con l’Atalanta il modello di coreografia della curva sud è stato lo stesso ma cambia la scenografia. Al centro si erge Bob Marley con una giacca del club, alle cui spalle prende vita un pattern con i colori azzurri e blu che poi si trasformano nell’effettiva bandiera giamaicana. Nella parte bassa tre striscioni si susseguono riprendendo il testo della canzone Get Up, Stand Up. Poi contro il Newcastle, da una parte un sole biancazzurro resta sullo sfondo per un telo, il cui disegno mostra un bucato con due magliette ed una sciarpa dell’OM appese tra i palazzi; dall’altra sponda prima c’è un gigantesco copricurva a strisce, poi sono le stesse persone a comporre l’anno di fondazione 1899 indossando dei sacchi colorati. Si chiude con la gara contro il Liverpool, dove viene riproposta una celebre foto dei Beatles, qui intenti a leggere il quotidiano marsigliese Le Provençal, con la prima pagina che mostra un vittorioso match contro i reds nel 2004. Assieme, le parole personalizzate di Michelle, hit dei Fab Four.

Il tifo moderno dello Slavia Praga

Chi segue il panorama delle tifoserie europee, sa il ruolo di primo piano che si sta ritagliando la Tribuna Sever dello Slavia Praga. Per loro, ogni occasione è buona per esprimere l’estro creativo, specialmente nelle notti di gala. Nella gara inaugurale della League Phase contro il Bodø/Glimt, la coreografia si è sviluppata addirittura su tre settori. Una muraglia di bastoncini gonfiabili bianchi e rossi ha accompagnato tre grossi teli con disegni sviluppati con il tipico stile tridimensionale. Un bambino con le braccia tiene un drappo dietro di sé, una scritta Slavia in giallo e due tifosi anziani con un bicchiere di birra.

@itisallball Impressive tifo displayed mid-game from the Slava Prague fans during their UCL match versus Arsenal, in celebration of Slava’s 133rd anniversary

Contro l’Arsenal la Tribuna Sever ha messo in scena un mosaico di cartoncini a formare il numero 133, per celebrare il compleanno della squadra fondata nel 1892, ed uno scudo biancorosso con la classica stella. Nella gara interna con l’Athletic Club i quadrati di carta hanno invece composto la scritta Slavia stilizzata in caratteri medievali su sfondo rosso, completata in basso dal telo che recita Our Way of Life. Per Slavia Praga-Barcellona, infine, le bandierine hanno inserito le iniziali del gruppo organizzato all’interno di una corona d’alloro bianca e rossa, prima di dar sfogo ad un suggestivo gioco pirotecnico. Ciò che colpisce della tifoseria ceca è l’impeccabile pulizia e chiarezza delle proprie opere.

Olympiakos: la maestosità del Gate 7

Il tifo dei Gate 7 dell’Olympiakos è tradizionalmente riconosciuto come uno dei più caldi di Grecia, nonché famoso per le coreografie organizzate. Come per le precedenti due tifoserie, anche in questo caso viene calato un poker scenografico per tutte le partite casalinghe. The legend is back where he belongs era il messaggio replicato sulla coreografia a tutta curva al debutto contro il Pafos, ricordando l’eredità europea del club del Pireo. Per la sfida con il PSV il Gate 7 ha preparato un’altra composizione di cartoncini dando vita a un maestoso leone biancorosso, seguito dallo slogan Unleash the beast su un banner didascalico.

In Olympiakos-Real Madrid si è toccato l’apice estetico, con una coreografia con cartoncini che ha coinvolto l’intero stadio Karaiskakīs: la tribuna nord ha delineato l’adolescente coronato d’alloro (ispirato agli antichi Giochi Olimpici) presente nel logo del club, in quella frontale alle panchine la scritta The king of Europe is here!, nel settore sud una bandiera biancorossa con l’alloro dorato per finire nella tribuna centrale con delle strisce biancorosse orizzontali. Il Gate 7 ha concluso contro il Bayer Leverkusen pensando una scenografia con un treno ed un aereo e l’eloquente Always by your side, simbolo di fedeltà senza confini.

Gli esempi da Inghilterra e Spagna

Molti altri stadi hanno brillato durante le notti di Champions, dimostrando una gran varietà di proposte. In Inghilterra è impossibile non citare la scenografia del Tottenham Stadium al debutto stagionale, dove nell’enorme south stand con i cartoncini è stato creato un suggestivo polletto, effige del club, su uno sfondo giallo e blu. Più a nord, al St James’ Park di Newcastle la Toon Army ha approfittato della gara contro il Barcellona per svelare un tifo su tre settori: nei settori nord e sud ha preso forma l’acronimo societario NUFC, mentre al centro le bandierine bianconere fan da sfondo a un telo issato ispirato al brano Back in Black degli AC/DC, con un magpie, la gazza simbolo, vestita come il chitarrista Angus Young. Contro l’Athletic Club è stato invece srotolato un gigantesco telone bianconero con su scritto We are Newcastle.

In Spagna, nel mitico Bernabéu, nella sfida con la Juventus l’emozionante omaggio è stato realizzato per un giocatore che ha dato tanto alla causa. Stiamo parlando di una coreografia in cui è stato riprodotto fedelmente Lucas Vázquez da bambino mentre tende una sciarpa del Real Madrid. Si passa poi a San Mamés, La Catedral di Bilbao casa dell’Athletic tornata ad essere teatro di Champions. Contro il PSG i cartoncini in tribuna hanno creato lo slogan Goazen Athletic, mentre in grada norte su un telo sono stati rappresentati un leone oltre a diversa simbologia basca.

Italia, Germania e il resto d’Europa

Tra le tifoserie italiane in Champions spicca quella dell'Atalanta, che ha acceso lo stadio di Bergamo a dovere nella sfida con lo Slavia Praga: in Curva Pisani è apparso un fuoco azzurro e blu sormontato dalla scritta Light my fire, titolo di una canzone dei Doors. Il tutto poi è stato impreziosito dalle torce fumogene a luce bianca intermittente accese qua e là. E proprio l’Atalanta è co-protagonista di una bella storia di amicizia con la tifoseria dell’Eintracht Frankfurt, con questi ultimi che, in occasione della sfida in Germania tra le due compagini, ha dedicato una coreografia su due anelli a questo gemellaggio che dura dal 1999. La curva tedesca si era già messa in mostra alla terza giornata contro il Liverpool, con una magnifica sciarpata e un copricurva bianconero a strisce dalle dimensioni inimmaginabili.

@crisch451 Beste Choreo ever? Eintracht Frankfurt x Atalanta Bergamo

Se ad Amsterdam l’F-Side dell’Ajax ha celebrato i 750 anni della città su un telone, in Turchia gli UltrAslan del Galatasaray hanno mandato un chiaro messaggio politico componendo una gigantesca bandiera palestinese accompagnata dal messaggio "Stop the genocide!". La Sektion 12 del Copenhagen ha messo in scena un tifo quasi all’argentina contro il Napoli, con una follia di bandiere bianche e blu sventolanti e fumogeni mentre in Azerbaigian i tifosi del Qarabağ hanno fatto centro con il messaggio della loro scenografia che recitava Our faith is greater than your budget, dimostrando il tutto con i risultati in campo.

Lo spettacolo dei turni preliminari

C’è infine chi ha assaporato la Champions League già durante i turni preliminari, giocati prima di settembre, offrendo atmosfere altrettanto stupefacenti. In occasione di Rangers-Panathinaikos i tifosi di casa ad Ibrox hanno esposto un telone raffigurante quella che probabilmente è Atena con uno scudo britannico e affiancata da un leone, camminando in un acropoli greca. In Lech Poznań-Stella Rossa la curva di casa ha dispiegato un telo su tre anelli con un bambino sognante e il logo della Champions, seguito da Reach for the stars.

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Lech Poznań - Crvena zvezda 06/08/2025 UEFA Champions League, Qualification Pyroshow and choreo from Lech Poznań ultras

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Proprio gli ospiti, approdati al turno successivo, al Marakana di Belgrado hanno ancora una volta impressionato tutti. La composizione magistrale realizzata con i cartoncini è ai limiti dell’impossibile e raffigura un uomo che suona una chitarra, attorniato da note musicali. Altri maestri coreografici sono gli svizzeri del Basilea, con una curva spesso innovatrice nella materia. Quello mostrato contro il Copenhagen nel settore caldo del St. Jakob Park è lo stemma del club che sembra uscire dagli spalti, contornato da oggetti pirotecnici.