
Guida definitiva ai nuovi stadi da calcio in Italia Una mappa, da nord a sud, degli impianti in programma
Le città italiane e i rispettivi club calcistici sono al centro di grandi movimenti per ciò che riguarda le infrastrutture sportive. Tanti stadi cittadini vorrebbero, potrebbero e, nel migliori dei casi, cambieranno volto nei prossimi anni. Questa grande intraprendenza ha due cause principali che stanno facendo da volano. La prima è la corsa delle città ad ospitare gli Europei del 2032, che si divideranno tra il nostro Paese e la Turchia. Le venues italiane saranno cinque e verranno selezionate entro ottobre di quest’anno, previa candidatura alla FIGC. L’altra è l’entrata in vigore, dal gennaio 2023, della cosiddetta Legge Stadi che prevede il finanziamento per opere di ristrutturazione di impianti già esistenti, a cui si aggiunge una semplificazione dell’iter per la costruzione di nuovi stadi. Qui di seguito trovate una panoramica completa, percorrendo lo Stivale da nord a sud, di tutti i maggiori impianti di cui si discute, ciascuno in una fase progettuale differente.
La Lombardia tra San Siro e la provincia
Sono numerosi i progetti lombardi. La capofila è Milano, con Inter e Milan divenuti ufficialmente proprietari del Meazza e della relativa area. La scelta sugli studi di architettura che si occuperanno di disegnare il nuovo stadio che sorgerà a San Siro è ricaduta su Manica e Foster + Partners. Per il momento i dettagli in merito alle novità del nuovo impianto sono figlie di indiscrezioni: dal tunnel in vetro, che renderà visibile l’ingresso dei calciatori, alla forma più ovaleggiante della nuova struttura che avrà 71.500 posti sviluppati su due anelli. Quest’anno è prevista la presentazione del progetto definitivo, per poi avviare il cantiere nel 2027.
Spostandosi nell’hinterland, l’Alcione Milano, avrà uno stadio di proprietà a Settimo Milanese, con il presidente che spera di debuttarvi entro la fine della stagione. Tra le società più volenterose di costruire un nuovo stadio cittadino, per adeguare la trasversale crescita del club, c'è il Como. Lo scorso febbraio è stato presentato un primo rendering dell’impianto che ha dovuto subire modifiche e ridimensionamenti. Ad esempio, l’ipotizzato hotel nel nuovo Sinigaglia da oltre 15.000 posti è stato rimosso dal piano di costruzione che, invece, dovrebbe veder confermati cinque ristoranti vista lago. Il documento di fattibilità ha incassato il sì e la collaborazione tra club e Comune è ottima, si aspettano ora il piano economico-finanziario e il progetto definitivo, auspicato per la fine dell’anno.
Sull’altro ramo del lago, a Lecco, un architetto ha presentato il progetto One for All Stadium per un nuovo Rigamonti-Ceppi con una capienza minima da 7500 posti. Al momento rimane qualcosa di utopico, dato che gli importanti costi potrebbero essere coperti solo da investitori privati. Infine andiamo a Brescia, dove i progetti naufragati per un nuovo impianto sono innumerevoli. Giuseppe Pasini, proprietario dell'Union Brescia ovvero la società nata dalla fusione tra la Feralpi Salò e il Brescia, non nasconde il desiderio di avere un nuovo Rigamonti, pur dando priorità alla costruzione del centro sportivo. Il progetto per lo stadio, chiaramente da riaggiornare, ci sarebbe già e risale al 2017: tra i 16.000 e i 20.000 posti, copertura totale e sviluppo di varie attività nell’area circostante. Il tempo è però il maggior nemico: nel 2029 il Rigamonti potrebbe diventare un bene vincolato dalla Sovrintendenza, ostacolando fortemente le possibilità di ampie modifiche all’impianto.
Veneto e Trentino: dal Bentegodi ad opere futuristiche
In Veneto quasi la totalità delle province sono interpellate. A Verona, l’Hellas considera lo stadio tra gli asset principali per il futuro. Lo scorso novembre i nuovi proprietari hanno presentato al Comune uno studio di fattibilità per un nuovo Bentegodi, avviando quindi l’iter burocratico. Quello pensato sarebbe un impianto polifunzionale con un costo che si aggira sui 300 milioni, con l’intenzione di candidarlo per gli Europei. A Padova è ancora in fase di restyling lo Stadio Euganeo che, con la rimozione della pista d’atletica e l’avvicinamento della nuova curva sud, salirà a 8660 posti. Una vera e propria odissea iniziata nel gennaio 2021 tra ritardi, sequestri del cantiere e aumento dei costi. Lo scorso aprile i lavori sono ripartiti e in primavera, finalmente, dovrebbe terminare la prima, importante, fase di riqualificazione.
Il 21 ottobre è stata invece posata la prima pietra del nuovo stadio del Venezia, impianto che sorgerà all’interno del Bosco dello Sport, un campus sportivo immerso nel verde dai tratti futuristici. Una struttura da 18.500 spettatori estendibile a 24.400 per eventi extra-calcistici, che farà entrare il club e la città lagunare in una nuova fase storica. L’obiettivo è quello di vedere questo gioiello di eco-sostenibilità completato nella primavera del 2027. Tra gli interventi di scala ridotta ci sono quelli al Menti di Vicenza. Qui dovrebbe riaprire a febbraio la cosiddetta curva azzurra, un settore laterale da 600 posti chiuso dal 2010. Il primo passo di un desiderato ammodernamento della struttura.
Al Tombolato di Cittadella i lavori in atto stanno cambiando il volto dello stadio. Oltre alla ristrutturazione delle due tribune già esistenti, verrà aggiunta la gradinata sud, mentre la nord sarà progettata per essere a ridosso del campo. Il 18 gennaio è invece la data di ritorno allo stadio di Feltre per la Dolomiti Bellunesi. Neopromossa in Serie C, la società ha dovuto adeguare lo Zugni Tauro agli standard del professionismo, portandolo a 1776 posti con la costruzione di due nuove tribune laterali scoperte. Cambiando regione, per il Trento c’è l’affascinante progetto, presentato lo scorso novembre da comune e provincia, per un nuovo stadio nell’area sud. La società auspica che si arrivi a 5500 posti, distribuiti su tre tribune. La data prefissata è il 2031, per quello che sarà un impianto modulare, probabilmente in legno e porfido, immerso in un’area verde polisportiva.
Liguria, Emilia-Romagna e Marche tra i dubbi
Nel capoluogo ligure i due club cittadini, Genoa e Sampdoria, hanno costituito una società che è l’attuale motore propulsivo per un restyling del Ferraris a Marassi. L’offerta di riqualificazione recapitata al Comune rimane in stallo per discrepanze sui costi ma la discesa in campo della Regione può sbloccare la situazione, anche in ottica Euro 2032. In Emilia avrebbe lo stesso desiderio Bologna, dove il restyling del Dall’Ara rimane un tema spinoso. Qui il progetto risale addirittura al 2018, nel mentre però i costi previsti sono aumentati e il Bologna, senza investitori privati, valuta addirittura l’ipotesi di un nuovo stadio in un’altra area.
A Parma il progetto presentato 5 anni fa per il New Tardini si è rivelato troppo esoso e pare essersi arenato. Nel mentre si aspetta il cosiddetto progetto a stralci da parte del Parma Calcio, che però latita ad arrivare. Spostandosi in Romagna, a Ravenna, la giunta comunale ha approvato due progetti da 1 milione di euro per un restyling dello stadio Benelli, portandolo a norma in previsione della sperata promozione in Serie B del club con un’ambiziosa proprietà. Percorrendo la costa adriatica arriviamo ad Ascoli, procedono i lavori di ricostruzione della tanto attesa curva sud del Del Duca, dichiarata inagibile nel 2016 dopo il violento terremoto. Il nuovo settore da 4000 posti sarà a ridosso del campo e si spera di vederlo ultimato entro il mese di agosto, prima di passare alla futura riqualificazione degli altri settori.
Toscana regina dei progetti
La Toscana è forse la regione più virtuosa per quanto riguarda il tema stadi ma non mancano le problematiche. A Firenze i lavori di ristrutturazione integrale del Franchi sono in alto mare, nel 2025 si sono accumulati evidenti ritardi che quest'anno dovranno essere azzerati. Secondo il nuovo cronoprogramma, il tifo organizzato dovrà aspettare la Curva Fiesole almeno fino a maggio 2027, mentre si sta cercando di capire chi contribuirà ai lavori del secondo lotto, per avere un impianto completo nel 2029. Si spera che l’opera da 265 milioni di euro possa vedere una luce in fondo al tunnel, potendola poi rendere una credibile candidata per Euro 2032. Rimanendo in provincia, il 2026 dovrebbe essere l’anno dell’avvio dei lavori per il nuovo Castellani di Empoli, un progetto moderno su cui la società lavora da molto tempo. Il costo dei lavori dovrebbe aggirarsi sui 55-60 milioni per un’opera da realizzarsi in tre anni. Si eliminerà la pista d’atletica avvicinando gli spalti al campo, con un rifacimento completo di tre settori su quattro per un totale di 18.000 posti. Il Pisa è invece intenzionato all’acquisto dell’Arena Garibaldi o quantomeno ad una lunga concessione. Nessun progetto è stato ancora presentato al Comune ma le prime indiscrezioni spifferano di un restyling da 16800 posti ed una struttura all’inglese.
Uno dei progetti più interessanti arriva da Arezzo: il 6 novembre scorso è stato presentato il progetto definitivo per il nuovo stadio cittadino. Un’opera molto ambiziosa, da 40 milioni di euro, orchestrata dalla società aretina, dal comune e dall’architetto Fayer. Dopo aver bruciato i tempi burocratici in meno di un anno, ora manca l’ultima approvazione, prima di dare il via ai lavori, auspicato per il mese di marzo. A Carrara è stata consegnata la nuova curva nord dello stadio dei Marmi, dove seguirà un restyling del rettilineo sotto la tribuna. Nel senese, a Piancastagnaio, la Pianese farà lavori per adeguare l’impianto di casa per la Serie C. In Maremma la Lamioni Holding, proprietaria del Grosseto, ha presentato nel marzo 2025 il progetto per il nuovo stadio comunale da 35 milioni di euro. Da allora, però, non c’è nessun aggiornamento inerente all’attrattivo piano.
Roma, l’Umbria e l’Abruzzo
Nella capitale d’Italia c’è grande fermento. La Roma ha da poco consegnato al Campidoglio il PFTE (progetto di fattibilità tecnico-economica) per il nuovo stadio di Pietralata. Si tratta di un passaggio fondamentale nel percorso di realizzazione della struttura che rivoluzionerà Roma, caratterizzata dalla sostenibilità e da una curva sud destinata a diventare la più grande d’Europa. Ora si passa al voto del Consiglio comunale e, se si procederà senza intoppi, i lavori potrebbero iniziare tra un anno. Anche la Lazio sogna una nuova casa e per questo è al lavoro per presentare l’iniziale documentazione e sviluppare il progetto del nuovo stadio Flaminio. Secondo il presidente del club Claudio Lotito, "tre anni per l’inizio dei lavori possono essere una data ragionevole".
In Umbria a Perugia, in concomitanza con i 50 anni del Renato Curi, si sono avviati interventi di riqualificazione che vedranno una gradinata ricostruita e la copertura in curva nord. Al contrario, il progetto stadio-clinica lanciato dal sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, è nel mezzo della burrasca. Non c’è dialogo positivo con gli altri attori in campo, con la Regione che ha addirittura ricorso al Tar per le criticità del prospetto. In Abruzzo, poi, il Pescara ambisce ad avere un nuovo impianto per sostituire l’Adriatico, che presenta ormai evidenti problemi strutturali. Si sono registrati incontri con lo stesso architetto dell’Allianz Stadium per capirne la fattibilità.
Molise, Puglia e Basilicata
Un salto in Molise, prima di arrivare in Puglia: lo Stadio Molinari di Campobasso verrà esteso a quasi 13.000 posti. La Giunta ha approvato il PFTE, per dare nuova linfa ad un impianto oggi parzialmente chiuso per inagibilità. Nel Tavoliere, a Foggia il cantiere di ammodernamento dello Zaccheria è ripartito dopo un periodo di stallo ed ora si sta ultimando il nuovo settore ospiti. Proseguiamo a Monopoli, dove c’è ottimismo per iniziare in estate i lavori allo stadio Veneziani, che cambierà volto con spalti ricostruiti vicino al campo. L’intervento maggiore è al Via del Mare di Lecce: qui si lavora incessantemente per preparare l’impianto ai Giochi del Mediterraneo di fine agosto. Una nuova copertura totale e un restyling strutturale da completare nei periodi di pausa della stagione calcistica del Lecce. Spazio anche alla regione lucana, divisa tra il sogno di un nuovo impianto a Potenza e la ripresa degli interventi fermi da mesi allo Stadio XXI Settembre di Matera. Secondo il cronoprogramma, dovrebbero finire entro dicembre 2027.
Campania, tra sogni e realtà
La Campania è estremamente coinvolta nel turbine delle opere infrastrutturali sportive, talvolta in maniera triste. A Napoli il Comune spinge per una radicale ristrutturazione del Maradona in vista di Euro 2032, mentre il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis vorrebbe costruire un nuovo impianto a Bagnoli, che la politica locale sosterrebbe solo in caso di proposta credibile. Situazione molto triste a Sorrento, dove la squadra gioca da due anni lontano dallo stadio di casa per via dell’apertura del cantiere di ammodernamento del Campo Italia. I lavori, però, sono in fase di stallo, con la situazione che latita a sbloccarsi e tanta rabbia dei tifosi.
A Salerno sono invece partiti da circa due mesi i lavori per la ristrutturazione totale dell’Arechi, con la demolizione di parte del settore nord. Un intervento complessivo da oltre 100 milioni di euro per un impianto estremamente moderno, con copertura totale, che potrebbe clamorosamente scalzare Napoli nella candidatura a stadio per Euro 2032. Poco sopra, a Cava de’ Tirreni, lo scorso luglio vi sono stati incontri preliminari per il restyling dello stadio. Il progetto sembra essere ancora indietro, vista la mancanza di novità da allora. Di una nuova struttura per l’Avellino vi parlavamo già nel 2021 ma purtroppo, come spesso accade, il progetto è naufragato. L’attuale società spera ancora in un nuovo Partenio ma il piano resta in itinere. E se a Benevento si vorrebbero apportare migliorie allo Stadio Vigorito, a Caserta il progetto per un impianto ex novo è concreto. Dopo numerosi ritardi, i lavori da 51 milioni di euro per il nuovo Stadio Pinto potrebbero debuttare a primavera inoltrata, per dare alla Casertana una casa da 12.000 posti con copertura totale.
Calabria, Sicilia e Sardegna
Andando in Calabria, a Catanzaro possono partire in estate i lavori che consegneranno al cuore del tifo giallorosso una curva Capraro più vicina al campo, oltre ad una nuova copertura per la tribuna. Al contempo, a Cosenza è stato presentato lo scorso novembre il concept del nuovo stadio San Vito-Gigi Marulla. Un progetto ambizioso da 20.100 posti, che vedrebbe realizzare le curve a sei metri dal campo, primato in Italia. A Messina la nuova società ha espresso la necessità di effettuare una notevole manutenzione allo stadio Scoglio, dopo progetti tramontati di restyling. Al contempo, è stato recentemente ristrutturato lo stadio Celeste, tempio del calcio messinese sino al 2004 che può tornare in auge. A Palermo vi sono mire ambiziose per il nuovo Barbera, con lo studio del progetto affidato a Populous, gruppo di architetti che ha già firmato il nuovo Wembley e l’Etihad Stadium. Entro fine luglio, per rimanere in corsa per Euro 2032, dovrà essere presentato il piano riqualificatore per poi iniziare i lavori nel 2027.
Il Catania non ha in programma di costruire un nuovo stadio ma a breve dovrebbero cominciare i lavori di ristrutturazione di Torre del Grifo, il centro sportivo polifunzionale che la società ha acquistato a fine ottobre per 5.500.000 euro e che nei piani della proprietà diventerà il nuovo centro tecnico del club. Cambiando isola, a Cagliari lo scorso dicembre è stato presentato il PEF (piano economico-finanziario) per il nuovo stadio che sarà intitolato a Gigi Riva. Sorgerà sulle ceneri del vecchio Sant’Elia, ormai abbandonato da diverso tempo, ed avrà una capienza di 30.000 spettatori: 200 milioni di spesa totale per un altro stadio che potrebbe essere in lizza per l'Europeo.




















































