Cortina è anche la casa del trail running I Giochi Olimpici Invernali erano solo l’inizio

La scelta di Cortina come principale città ospitante dei Giochi Olimpici Invernali 2026, assieme a Milano, non è stata casuale, né un semplice omaggio ai luoghi dove la fiamma era già passata nel 1956. Parliamo della Regina delle Dolomiti, catena montuosa iscritta nel 2009 alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO e scenografia ideale per la competizione, un’istantanea perfetta da regalare al mondo per descrivere il patrimonio paesaggistico italiano. Un’immersione nella natura da non confondere come un’esclusiva di chi pratica sci o snowboard, bensì un’esperienza accessibile a chiunque sia dotato della volontà di spalancare i polmoni, riempirli della fredda e pura aria delle Alpi, per imboccare infine i mille sentieri tra abeti, larici, rocce e specchi d’acqua. Cortina, infatti, sarà pure stata la casa degli sport invernali per un anno, ma dal 2007 è la casa della corsa e della camminata in mezzo alla natura. In particolare, del trail running.

Che cos’è il trail running?

Dove c’è un sentiero off-road all’aperto che permette di correre o camminare a ritmo sostenuto su lunghe distanze, possibilmente con salite e discese ripide, c’è trail running. Non si effettua su strada o pista, e rigorosamente non al chiuso, ma ha come requisito principale quello di doversi immergere in un ambiente wild, che si tratti di slalomeggiare tra gli abeti, di arrancare nel fango a ridosso di un torrente o di sormontare un pendio innevato. Si comprende, così come il trail running consente di affondare letteralmente i piedi nella natura, quanto questa disciplina a propria volta affondi le proprie radici nella montagna.

Il trail tunning è uno sport giovane in termini ufficiali, riconosciuto in quanto tale solo nel 2015 dalla federazione internazionale di atletica leggera, World Athletics (precedentemente IAAF), sebbene numerose associazioni nate negli Stati Uniti e in Gran Bretagna competano dagli anni '90. Proprio a causa di una natura disomogenea, come i percorsi sui quali si svolgono le gare, si tratta forse della specialità più freestyle-ish nel mondo del running: non esistono vere e proprie regole legate all’attrezzatura - si possono portare o meno bastoni da trekking per aiutarsi in salita, in base al dislivello - o alla lunghezza del percorso, che varia dai 5 agli oltre 150 chilometri.

La gara di trail running più importante al mondo, nata nel 2003, è la UTMB, Ultra-Trail du Mont-Blanc, un percorso di circa 170 chilometri tra Italia, Svizzera e Francia, con tempi di percorrenza tra le 20 e le oltre 40 ore prima di tagliare il traguardo a Chamonix. Nel tragitto, si affrontano 10.000 metri di dislivello positivo attorno alla suggestiva cornice del Monte Bianco.

Dove si svolgono le gare di Ultra Trail in Italia?

Questa gara rappresenta la tappa finale di un circuito, le UTMB World Series, che nel corso dell’anno organizza oltre 60 eventi di trail running sparsi per tutti e cinque i continenti, utili a collezionare i requisiti necessari a qualificarsi alle Finals. Il numero maggiore di punti è garantito dai quattro Major, ma si può essere sorteggiati anche ottenendo i primi tre posti, sia nel maschile che nel femminile, nelle varie specialità degli eventi organizzati dalle World Series.

In Italia le tappe sono tre: una tra Basilicata e Puglia, la cui gara più importante passa dalla Terra delle Gravine, 140 chilometri che collegano i Sassi di Matera alla spiaggia di Castellaneta Marina; una sulle colline del Chianti, dove il più famigerato è un percorso di 120 chilometri che si chiude ad anello attorno a Radda in Chianti, permettendo di passare anche tra i castelli dell’Antica Lega del Chianti; la Lavaredo Ultra Trail, i cui percorsi partono e arrivano a Cortina D’Ampezzo dal 2007.

Ultra Trail a Cortina

La tappa sulle Tre Cime di Lavaredo, vette celeberrime facenti parte delle Dolomiti, rappresenta la sfida maggiore per i runner a causa del dislivello che solo le Alpi Orientali possono offrire. La gara di categoria maggiore, Lavaredo 120K, si svolge su una distanza di 120 chilometri e soprattutto su un dislivello positivo di oltre 5800 metri, impareggiabile per le altre due località italiane, toccando anche mete spettacolari nei dintorni di Cortina come il Cristallo, le Tofane e le Cinque Torri. La caratteristica peculiare di questa specifica gara è la partenza in notturna, alle 23, rendendola un cammino simbolico verso la luce, quella dell’alba che emerge sulle Tre Cime e che indica la via per il traguardo.

La Ultra Trail a Cortina presenta inoltre la maggiore varietà, proprio perché anche i tragitti sulla carta più brevi sono sottoposti a forti pendenze. L’esempio perfetto è quello del percorso di categoria 20K: teoricamente sarebbe il più agevole dopo quello aperto a tutti e non competitivo, ma di fatto comporta un alternarsi continuo di salite e discese molto ripide, per un dislivello positivo di oltre 1000 metri. La maggiore sollecitazione delle articolazioni è il prezzo da pagare per assistere alla metamorfosi crepuscolare delle Dolomiti, svolgendosi la gara al tramonto.

Varietà anche nella struttura, poiché l’andamento del percorso di categoria 100K interrompe quello ad anelli concentrici degli altri quattro che vedono Corso Italia come punto di congiunzione. Questa gara si svolge infatti su un percorso lineare, i cui 80 chilometri si dipanano tra Val Marzon e Auronzo di Cadore, fino al centro di Cortina, per un dislivello positivo di 4600 metri, per un tempo di percorrenza che arriva fino alle 22 ore. Grazie all’unicità paesaggista, la Lavaredo Ultra Trail è riconosciuta come un’eccellenza nel mondo del trail running, capace di attirare anche svariati marchi e collaborazioni. La Sportiva, brand internazionale specializzato in calzature e abbigliamento outdoor localizzato nella vicina Valle di Fiemme, si è ormai sostituito a The North Face dal 2018 come title sponsor dell’evento, e resterà tale fino al 2027. Ma i nomi attratti dal potenziale sono numerosi.

Salomon, dal trail running alla New Shapers Run

Su tutti, Salomon, Premium Partner del Comitato Organizzatore dei Giochi, dal 2023 è onnipresente all’evento. Sia in forma di partecipante attivo, grazie ai propri atleti, su tutti la stella Courtney Dauwalter, che nel 2025 ha chiuso il percorso di categoria 120K in sole 14 ore e 42 minuti, ottenendo la vittoria. Sia come partner di Fondazione Cortina, promuovendo iniziative collaterali all’Ultra Trail. Un esempio è quella benefica con la ONLUS InYourShoes, progetto al quale ha preso parte anche La Cooperativa di Cortina, per donare calzature da running usate alla città di Iten, in Kenya, che nel 2024 ha portato alla donazione di quasi mille scarpe.

Oppure le varie attività legate a un altro evento di trail running ampezzano, il Delicious Trail Dolomiti. Impostato su un percorso di oltre 42 chilometri su un dislivello positivo di 3100 metri, il suo intento è quello di valorizzare il patrimonio culturale ed eno-gastronomico di Cortina, sempre passando attraverso il connubio tra sport e natura. Anche grazie a queste premesse, ha potuto prendere vita un’iniziativa come la Salomon New Shapers Run, che alla vigilia della chiusura dei Giochi ha riempito Milano di 10.000 corridori, i quali hanno attraversato 10 chilometri di percorso urbano da protagonisti di quella che è stata la prima corsa aperta al pubblico svolta durante i Giochi Olimpici Invernali.

Cortina non è solo Ultra Trail

L’unicità del trail running consiste nella possibilità di praticarlo ovunque vi sia il giusto ecosistema naturale, non necessariamente in maniera competitiva. I percorsi attorno alle Tre Cime di Lavaredo si sono assestati come i più famosi, ma la varietà delle Dolomiti consente di scoprire sempre nuovi paesaggi. Tragitti già citati come quello che parte da Val Marzon e Auronzo di Cadore, o il caso del peculiare viaggio culturale del Delicious Trail, costituiscono solo alcune delle tappe obbligatorie tra i sentieri di Cortina e dintorni.

Gli amanti dei percorsi panoramici non possono perdersi, ad esempio, il giro delle Tofane, massiccio montuoso nella parte occidentale di Cortina e sede della pista Sua Maestà l’Olympia delle Tofane, palcoscenico della medaglia d’oro di Federica Brignone nel Super-G femminile. Attraverso il sentiero 409, in direzione Cianderou-Passo Posporcora, si possono costeggiare le vette a piacimento, ottenendo una visione a 360 gradi sulle vallate mentre si è ancora immersi nei boschi. Esperienza simile a quella che si può vivere attraverso i sentieri attorno al Monte Nuvolau, che consentono di arrivare fino al Rifugio Averau, dal quale si possono ammirare le Cinque Torri da un lato, la Marmolada dall’altro.

Chi predilige percorsi sugli specchi d’acqua, invece, può avventurarsi a sud di Cortina, attorno al massiccio montuoso della Croda da Lago, costeggiando il quale si può raggiungere attraverso il percorso 434 il Lago Federa, definito dai locals una piccola oasi di paradiso. Da Mortisa, invece, punto di partenza anche della Ultra Trail 120K, comincia il percorso che conduce prima al Lago Ajal, nascosto in mezzo alla vegetazione e alla fauna boschiva, per poi arrivare più avanti al maestoso Lago Pianozes, a 1181 metri sul livello del mare, chiuso da un sentiero ad anello praticabile a piedi, dotato di ponteggi sui tipici ruscelli e che alterna radure a zone più selvagge.

Qualcosa di simile, anche se dalla parte totalmente opposta, si può vivere correndo attorno al fiume Boite, seguendo un altro percorso concentrico, quello di Pian de Ra Spines, che lungo il tragitto presenta installazioni artistiche in legno, culminanti in un albero porta libri, il cosiddetto "Librascion". Tutto immerso nel Parco Naturale delle Dolomiti Ampezzane, dove si va abbastanza sul sicuro per escursioni dedicate ai runner, 11.200 ettari di verde che comprendono anche un altro percorso famosissimo, quello attorno a Croda de r’Ancona, sulla radura di Lerosa.

Quelli elencati sono tutti luoghi storici dell’ecosistema naturale ampezzano, e a propria volta intrisi di storia. Il trail running si pone infatti l’obiettivo di mettere a contatto l’atleta con il panorama circostante in un rapporto di comunicazione attiva che promuove l’interiorizzazione attraverso l’immersione fisica nel luogo. Non è solo un’esperienza sportiva, ma anche emotiva e culturale, come nel caso del percorso eno-gastronomico del Delicious Trail. Deve insomma lasciare qualcosa. E lo fa anche attraverso l’esplorazione di veri e propri luoghi storici immersi nella natura, quali la ex Ferrovia, che si può percorrere per intero nel tragitto che ha collegato fino al 1964 Calalzo a Dobbiaco, passando per Cortina, a bordo del Treno delle Dolomiti. O, inoltrandosi ancora di più nella Storia con la S maiuscola, tramite il percorso nella Conca Ampezzana che porta al Sacrario Militare del villaggio di Pocol, eretto nel 1935 in memoria dei caduti della Prima Guerra Mondiale. Luoghi di un passato che non esiste più, capaci di riprendere vita anche attraverso il trail running.