
Il tennis e il futuro degli occhiali veloci Aerodinamica, visione e tecnologia
Da elemento di pura avanguardia, oggi gli occhiali veloci sono diventati oggetto di dominio comune in qualsiasi sport, oltre che nella dimensione streetwear grazie alla diffusione dell’athleisure. Pensavamo di averle viste tutte ma lavorando per un altro articolo ci siamo imbattuti in Meredith McGrath e nei suoi incredibili look sfoggiati a Wimbledon. Nel tempio sacro del tennis, lì dove si può giocare solo se vestiti rigorosamente di bianco costringendo ogni brand a piegarsi a questa regola, McGrath portò in campo lenti futuristiche.
Elementi di rottura con la tradizione ma la sorpresa generata nell'osservare queste immagini probabilmente deriva più dal fatto che oggi non ci sono tennisti professionisti che in campo portino occhiali da sole, rispetto alla stranezza di vedere occhiali veloci in un contesto differente da quello del running oppure del ciclismo.
Le origini degli occhiali veloci tra ciclismo e running
Non c’è modo di risalire all’esatta genesi degli occhiali veloci. La versione più diffusa è quella per cui la comparsa di questi strumenti risale al 1985 grazie alla liaison tra Greg Lemond e Oakley, creando uno strumento tecnico che stabiliva un nuovo paradigma, sostituendo gli occhiali da pilota che sino a quel momento dominavano la scena nel ciclismo. Da quel momento gli occhiali veloci si trasformarono in un must have che a poco a poco estese la propria influenza ad altri sport.
Il running, e più in generale l’atletica, per estensione venne investito da questo trend. D’altronde lo scopo principale degli occhiali veloci è quello di aiutare lo sportivo nella sua prestazione, limitando le interferenze causate da vento e luce attraverso montature leggere abbinate a lenti realizzate con materiali resistenti a qualsiasi condizione atmosferica. Questi aspetti possono influire sui risultati di maratoneti, velocisti, mezzofondisti ma anche di saltatori in lungo oppure saltatori in alto. Come ad esempio Mutaz Essa Barshim che nel 2021 vinse la medaglia d’oro ex aequo con Gianmarco Tamberi superando la misura di 2,37 metri indossano un paio di occhiali veloci.
In questa categoria meritano una menzione speciale gli Over The Top, il modello futuristico sviluppato da Oakley e indossato da Ato Boldon ai Giochi Olimpici di Sydney 2000. Una montatura ad arco che avvolge perfettamente il cranio, proprio come se fosse un guanto. Un design bizzarro che però è diventato iconico grazie all'intuizione di Peter Yee, storico designer del brand, di realizzare un paio di occhiali da sole utilizzando il primo modello assoluto dell'orologio Time Bomb come fonte di ispirazione.
L'influenza di Michael Jordan
Un altro sport in cui gli occhiali veloci hanno trovato terreno fertile è stato il baseball: come nel caso del ciclismo, gli occhiali da sole hanno sempre fatto parte di questo sport ma gli occhiali veloci diventarono il nuovo standard tra gli anni '80 e gli anni '90. Tra i motivi di questa rapida diffusione c'è senza dubbio Michael Jordan il quale più volte indossò visori futuristici nel corso della sua breve esperienza con i Birmingham Barons, la franchigia affiliata ai Chicago White Sox della MLB.
Nemmeno gli sport invernali sono immuni da questo fenomeno: gli occhiali veloci sono infatti uno strumento fondamentale nello sci di fondo, nel biathlon, nel pattinaggio di velocità e nello short track. D'altronde questo tipo di occhiali può essere considerato come una sorta di adattamento delle maschere che si utilizzano nello sci alpino oppure delle visiere utilizzate nel motorsport.
Il futuro degli occhiali veloci sarà nel tennis?
Un lunghissimo giro che ci riporta al principio perché il tennis potrebbe diventare il futuro degli occhiali veloci. André Agassi è stato il più grande esponente di questo trend all'apice del suo istrionismo stilistico, quando ancora portava una chioma selvaggia di capelli biondi a cui abbinava una bandana e un paio di Oakley, a volte con lenti trasparenti e a volte con gradienti più scuri. Oggi invece gli occhiali da sole appartengono alla dimensione amatoriale, uno strumento sfruttato più nei circoli che nei circuiti professionistici.
Eppure il rapporto tra tennisti e occhiali veloci non si è mai interrotto, solo per fare alcuni esempi illesteva ha sviluppato una linea speciale in collaborazione con Nick Kyrgios così come Oliver Peoples ha lavorato insieme a Roger Federer per creare una linea di occhiali veloci. Questi casi appartengono più ad una dimensione fashion che ai campi da gioco ma confermano come il tennis resti uno sport adatto e sensibile a questi strumenti. Potremmo quindi assistere presto alla loro comparsa sui campi da gioco, o magari vederli affermarsi come un accessorio da indossare dopo la partita.






















































































